/ Il progetto /
Home » Il Progetto
In ascolto
Tracce lungo il margine
In Ascolto. Tracce lungo il margine nasce in una terra che ha fatto del confine la propria condizione storica e la propria impronta simbolica: Gorizia e Nova Gorica, città che per decenni hanno vissuto la separazione e che oggi, nel quadro di GO!2025, reinterpretano il limite come possibilità. In questo contesto il confine non è soltanto una linea geografica: è un’esperienza che incide identità, relazioni, orizzonti.
Il progetto parte da qui e assume il confine come materia poetica, politica e umana. Ne attraversa i paradossi — luogo di separazione e insieme di contatto, di tensione e di incontro, concreto o simbolico, reale o immaginato — trasformandolo in un campo di ricerca non solo estetica e in uno spazio condiviso di partecipazione.
Al centro si intrecciano due dimensioni complementari: l’arte pubblica e l’arte partecipativa.
L’arte pubblica, quando è capace di parlare davvero, non si limita a “stare” nello spazio urbano: lo interroga, lo sposta, apre un pensiero. Non è un oggetto collocato in un luogo, ma un dispositivo che modifica la percezione del luogo stesso. L’arte partecipativa, invece, porta al centro la relazione. Sposta l’attenzione dal risultato al processo, dalla forma alla comunità, dall’autorialità individuale alla produzione condivisa. L’artista – Matteo Attruia – diventa catalizzatore, interprete, compagno di viaggio.
In Ascolto si muove tra queste due dimensioni: un’opera che nasce da incontri, parole, gesti e narrazioni non mediate, raccolte nei diversi gruppi coinvolti. La parola—elemento cardine della pratica di Matteo Attruia— diventa non materia isolata, ma corale, lessico condiviso, mappa emotiva di un territorio umano.
Il progetto prende vita attraverso cinque percorsi di ascolto con comunità diverse: giovani, migranti, anziani, adulti in condizioni di vulnerabilità. Ogni gruppo restituisce una diversa prospettiva sul confine: l’attesa, l’attraversamento, il desiderio, la fatica del restare, l’impossibilità dell’andare o del fare.
L’installazione, al centro della mostra, condensa questa ricerca sulla parola e restituisce in forma essenziale la stratificazione dei vissuti condivisi durante gli incontri. La presenza dell’artista è discreta e rispettosa, ma sempre vigile: nell’accogliere le voci emerse diventa una superficie sensibile capace di ascoltare, filtrare e restituire complessità senza semplificarla.
Il suo intervento prende forma in un gioco linguistico e visivo che trasforma l’espressione “confine di Stato” in “stato di confine”: una condizione emotiva, politica e simbolica che attraversa persone e territori. Accanto ad esso trovano spazio due ulteriori installazioni sviluppate a partire dai segni, dalle emozioni e dalle narrazioni raccolte nel percorso partecipativo: opere autonome ma profondamente connesse, che insieme costruiscono un unico paesaggio concettuale.
Le tre installazioni, nella loro complementarità, rappresentano il nucleo estetico e concettuale del progetto: un dispositivo narrativo che tiene insieme interiorità e spazio pubblico, memoria e attualità, il sé e l’altro. Sono la traduzione visiva di un processo collettivo che, partendo dall’ascolto, cerca nuove modalità per abitare il margine.
La mostra a The Circle non è un epilogo, ma un passaggio del processo. Documenti, immagini, annotazioni, frammenti visivi e sonori compongono un racconto aperto: un archivio vivo del dialogo tra comunità, territorio e artista. È un luogo in cui il pubblico può ritornare nelle pieghe del percorso, coglierne la densità emotiva e simbolica e diventare, a sua volta, parte dell’opera.
In un’Europa attraversata da nuovi confini e nuove fratture, In Ascolto offre uno spazio di attenzione, responsabilità e cura. Non chiude, ma apre; non semplifica, ma accoglie; non impone, ma accompagna. L’eredità che consegna non è soltanto l’opera finale, ma il gesto che l’ha resa possibile: un territorio che si ascolta e, ascoltandosi, si trasforma.
Un cammino progettuale e artistico che trova naturale continuità nella visione di QuiAltrove ETS.
L’associazione lavora dentro la complessità del territorio transfrontaliero regionale con la convinzione — ambiziosa, certo, ma maturata sul campo — che l’arte contemporanea possa produrre cambiamenti reali. In tal senso promuove una cultura aperta e partecipativa guardando ai linguaggi artistici come a strumenti capaci di unire le persone, dare nuova vita ai luoghi e sostenere la crescita di comunità più consapevoli.
In questo paesaggio sono soprattutto i giovani a indicarci la direzione: non spettatori, ma energia attiva che trasforma il margine in un luogo in cui immaginare — e rivendicare — il proprio futuro.
Credits
PROGETTO DI
Associazione QuiAltrove ETS
Con il contributo di
Regione Friuli Venezia Giulia
PARTNER
Comune di Gorizia Comune di Palmanova Comune di San Vito al Tagliamento Associazione BlueBird Comunità di San Martino al Campo Onlus
IDEAZIONE ARTISTICA E OPERE
Matteo Attruia
TESTO CRITICO
Daniele Capra
PROGETTAZIONE E COORDINAMENTO
Fabiana Vidoz
TRADUZIONI
Alenka Možina
IDENTITÀ VISIVA
Elisabetta Birsa
FOTOGRAFIE
Alice Zorzin
WEB DESIGN
Vincenzo Alessandria
Xinrui Yang
SI RINGRAZIANO
tutti coloro che hanno partecipato al progetto con i loro disegni e contributi Un progetto di QuiAltrove ETS
Informazioni mostra
Enti partner e sostenitori del progetto






Un progetto di QuiAltrove ETS con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, avviso Manifestazioni Espositive approvato con delibera della Giunta Regionale n. 1653 dell’8 novembre 2024 e successivo decreto n. 12897/GRFV del 18 marzo 2025 e la partnership di Comune di Gorizia, Comune di Palmanova, Comune di San Vito al Tagliamento, Associazione BlueBird, Comunità di San Martino al Campo Onlus.